Una tecnica fatta di giochi di trasparenza adatta per decorare supporti in vetro ed ottenere cosi suggestivi effetti di luce ed ombre.

La pittura su vetro è una tecnica che richiama le origini nelle vetrate in epoca romana. Le chiese del passato sono molto suggestive anche grazie ai colorati rosoni in vetro, raffiguranti personaggi religiosi. Il processo di realizzazione inizia con la preparazione di un telaio in piombo e successivamente riempito di granella di vetro e pigmenti naturali come rame, ruggine o cobalto. Cosi composto, il dipinto viene sottoposto a temperature incandescenti per fondere il vetro fino a renderlo solido e compatto. In epoca romana il principale uso delle vetrate era destinato agli enti termali o bagni pubblici, erano veri e propri capolavori. Solo in seguito alla crisi economica del 400 d.C. l’uso fu virato a scopo religioso adornando chiese in tutta Europa. Il suo maggiore successo lo riscosse in epoca gotica e a testimoniare sono la cattedrale di Notre-Dame a Parigi oppure la cattedrale di Chartres, sempre a Parigi. Nel tempo, verso il 1400, questo tipo di tecnica si evolse e si semplificò con l’ausilio di smalti uniti ad ossidi naturali. La pittura su vetro, in epoca moderna, si è finalizzata principalmente ad oggetti di uso domestico quali lampadari o porte a vetro.

Oggi è possibile riprodurre il medesimo sistema anche nei progetti per la creatività femminile con colori per vetro, tubetti in piombo e smalto a solvente per vetri. Il materiale è reperibile nei negozi specializzati in belle arti oppure nei colorifici. E’ possibile usare la tecnica a freddo e la tecnica a caldo con l’ausilio di forni speciali che cuociono ad alte temperature, quest’ultima è forse meno indicata per un uso creativo di tipo casalingo.

Il metodo a freddo è semplice e non richiede una manualità in disegno, solo una mano ferma per ricalcare con il tubetto di piombo il dipinto che si vuole creare. Prima di procedere bisogna sgrassare il vetro con alcol etilico e per non lasciare ulteriore impronte si consiglia l’uso di guanti in lattice. Il disegno va posto sul retro del vetro da colorare con del nastro adesivo per fissarlo. Ricalcare con il piombo; si tratta di un particolare tubetto con beccuccio erogatore che rende facile l’operazione. Una volta asciutto riempire di colore il disegno, alcuni usano il metodo inverso e cioè prima colorano e poi delimitano il contorno con il nero. Il vetro, anche se è stato colorato con smalti a solvente, rimane molto delicato e quindi per lavarlo è consigliabile usare un detergente neutro e acqua fredda.